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HIROSHIMA
La città della Memoria

Hiroshima, la città della memoria, ma soprattutto la città della rinascita. Se c’è un luogo al mondo dove il passato pesa come un macigno ma il futuro respira a pieni polmoni, quel luogo è proprio questo. Molti la associano solo alla tragedia del 6 agosto 1945, a quel tragico istante che ha cambiato la storia dell'umanità. Ma Hiroshima oggi è una città incredibilmente viva, verde, attraversata da fiumi e carica di una dignità che lascia senza fiato.
Dal punto di vista geografico, ci troviamo nella regione del Chugoku, affacciati sul Mare Interno di Seto. È una città d'acqua e di ponti, dominata dalla silhouette del Cenotafio e dalla cupola del Genbaku (il Memoriale della Pace), l’edificio rimasto scheletrico a perenne testimonianza di ciò che è stato. Io personalmente, quando cammino per il Parco della Pace, percepisco il contrasto tra il silenzio sacro della memoria e il rumore della vita che scorre. Sento il profumo dell'acciaio e del cemento che si fondono con il verde dei parchi curati e l’aria salmastra che arriva dalla costa.

E poi, in perfetto contrasto con la solennità dei suoi monumenti, Hiroshima ti accoglie a tavola con una gioia di vivere travolgente. Chi mi conosce sa quanto ami la cucina del Sol Levante, e qui non si può fare a meno di assaggiare l'Okonomiyaki in stile Hiroshima, una vera e propria architettura di strati di pasta, cavolo, uovo e salsa, completamente diversa dalla versione della vicina Osaka. Non lontano, a un breve viaggio in traghetto, sorge l'isola sacra di Miyajima con il suo iconico torii galleggiante del santuario Itsukushima, un luogo dove la natura e lo spirito diventano una cosa sola. Hiroshima ha una cicatrice profonda, è vero, ma la sua energia vitale è un inno alla speranza. È una tappa che non si dimentica, un luogo che ti cambia dentro.

© Photo Luca Facchini

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